“Giovanna, mi scrivi un articolo sulle case?”

L’housing di Società di San Vincenzo de Paoli di Milano: dal 2012 un impegno concreto per l’accoglienza di chi è in difficoltà

  •   09 Gennaio 2020

“Giovanna mi scrivi un articolo sulle case?” -  mi chiede Silvana (Silvana Tondi, Presidente di Società di San Vincenzo de Paoli ACC Milano ONLUS – ndr) durante l’ultimo Consiglio e ben volentieri l’accontento.

A raccontare è Giovanna della Conferenza San Michele Arcangelo e Santa Rita del quartiere Corvetto, vincenziana di Milano, ormai punto di riferimento per la San Vincenzo milanese per l’accoglienza e l’accompagnamento delle persone che nelle nostre case trovano la loro temporanea dimora.

Il nostro progetto –continua Giovanna- ha inizio nel 2012 quando l’allora presidente ing. Giachi mi chiese se volevo far parte di una commissione per la gestione di alcuni appartamenti Aler affidati al nostro Consiglio Centrale per l’accoglienza di persone in difficoltà abitativa.

Ci siamo trovate con alcune persone e abbiamo affrontato i problemi man mano che si presentavano.

Gli appartamenti erano 7 tutti di 30 mq. e tutti necessitavano di un forte intervento di ristrutturazione. Affrontato questo, arredati e forniti del necessario, ci siamo occupati di dare una finalità all’uso di questi alloggi e si è deciso di destinarli alla prima accoglienza così da accompagnare le persone in forte disagio ad una soluzione abitativa più stabile, affrontando con loro le situazioni problematiche che le riguardano. Casa, è vero, ma non solo.

Non è questo che fa’ la San Vincenzo?

La segnalazione dei nuclei o delle persone singole è effettuata dalle nostre conferenze territoriali e l’intento era anche quello di instaurare una collaborazione con la Conferenza invianteal fine di proseguire insieme nell’accompagnamento verso l’uscita dalla criticità.  

Le prime famiglie inserite sono entrate negli alloggi nel novembre 2012.

A tutt’oggi abbiamo ospitato 11 famiglie e 13 persone sole per un totale di 24 ingressi provenienti da tutto il mondo con culture e appartenenza religiosa diversa:

1 dall’Egitto, 1 dalla Tunisia, 3 dalla Romania, 1 dall’Albania, 2 dal Brasile, 4 dallo Sri Lanka, 2 dall’Ucraina, 1 dall’Equador 1 dal Venezuela, 1 dal Ruanda, 1 dal Marocco e 6 dall’Italia.

Queste persone sono state tutte accompagnate e aiutate nelle loro necessità e molte di loro hanno trovato un’adeguata sistemazione. La momentanea permanenza da noi ha permesso a 8 di loro di trasferirsi in un alloggio in affitto privato, per 3 famiglie di avere una casa da un’altra associazione non di prima accoglienza, altre 2 assegnatarie di casa ALER, 3 nuclei sono tornati al loro paese di origine, e 1 persona purtroppo è deceduta.

Attualmente i 7 appartamenti sono tutti occupati da 5 nuclei italiani e 2 stranieri.

7 nuclei che, con la loro storia, il loro vissuto, sono in cammino con noi verso la loro definitiva risposta al bisogno.