L.: una straordinaria rinascita grazie al volontariato a Milano
Fare volontariato in San Vincenzo a Milano è farsi prossimi. Significa scegliere di camminare accanto a chi attraversa momenti di difficoltà, offrendo ascolto, presenza, amicizia, competenze e disponibilità. Significa andare incontro all’altro, anche quando la sua è una fatica silenziosa, nascosta ai riflettori del mondo.
La forza della visita a domicilio
Dietro le porte dei grandi palazzoni milanesi si nasconde spesso un isolamento invisibile, un deserto urbano che schiaccia le fragilità e silenzia il dramma della violenza domestica. È in questo contesto che si inserisce la storia di L., madre di origine marocchina che, dopo aver vissuto l’inferno della violenza e il rifiuto della propria famiglia d’origine, ha trovato una nuova vita e la sua vera casa grazie all’intervento del volontariato del Consiglio centrale di Milano della Società di San Vincenzo De Paoli.
Fuggita in Marocco per cercare protezione, L. si è scontrata con il muro del giudizio familiare ed è stata rispedita in Italia. Al suo ritorno nella metropoli, si è ritrovata sola, senza lavoro e con i figli a carico, intrappolata nella solitudine dei condomini di periferia. La svolta è arrivata quando i volontari del Consiglio centrale della Società di San Vincenzo De Paoli hanno bussato alla sua porta, rompendo il silenzio attraverso la “visita a domicilio” e avviando un percorso che oggi la vede una donna libera, con un lavoro stabile e una casa sicura per sé e per i suoi bambini.
L’incontro che ha cambiato la vita
«Ho incontrato persone buone che hanno compreso la mia sofferenza e mi hanno dedicato parte del loro tempo», confida la donna. In particolare, le persone della Società di San Vincenzo De Paoli: la signora Giovanna, la signora Betty. Sono nomi che rimarranno scolpiti nella mia memoria. Non dimenticherò mai la loro sensibilità, la loro umanità e il loro contatto costante, il loro sostegno e l’attenzione che hanno dedicato al percorso dei miei figli. Cosa posso dire? La parola “grazie” è troppo poca per loro», racconta L.
Il coraggio di chiedere aiuto
Cosa si sente di dire alle altre donne straniere che subiscono violenza e che hanno paura di parlare?
«Dico a loro che la vita è troppo breve, più di quanto possiamo immaginare. Dobbiamo viverla in pace e con amore. Dico loro di sfidare la realtà violenta in cui vivono e di pensare a fare un passo concreto per liberarsi dai pensieri negativi. Devono impegnarsi e perseverare per sé stesse prima di tutto, e per i loro figli che meritano di vivere in pace e serenità, non sotto un tetto dove regnano la violenza e l’ingiustizia. E se hanno una volontà e una determinazione forte, possono continuare il cammino da sole», dichiara la donna.
Il dramma vissuto da L. si inserisce in uno scenario cittadino sempre più complesso. Secondo gli ultimi dati della Rete Antiviolenza coordinata dal Comune di Milano, il numero di donne che chiedono aiuto è raddoppiato negli ultimi sette anni, raggiungendo la cifra record di 3.864 donne seguite a Milano, di cui ben 2.689 si sono rivolte ai centri per la prima volta. Il fenomeno, che vede nel 40% dei casi donne di nazionalità straniera, è fortemente legato all’isolamento e alla dipendenza economica: solo il 40% delle vittime che chiedono aiuto a Milano dichiara infatti di essere completamente autonoma dal punto di vista finanziario.
Le risorse del nostro volontariato a Milano
«La storia di L. mostra il lato più drammatico dell’isolamento metropolitano, dove la vulnerabilità di una donna straniera viene amplificata dal silenzio dei grandi condomini», spiega Giovanna, Presidente della Conferenza San Dionigi del Consiglio centrale di Milano. «Il carisma della nostra Associazione si fonda da sempre sulla visita a domicilio: andiamo a bussare alle porte dove c’è il bisogno. Nel caso di L., quel gesto ha significato rompere il vicolo cieco del rifiuto familiare e dell’assenza di lavoro, offrendo una presenza costante che si è trasformata in una nuova famiglia e in un percorso concreto verso l’autonomia lavorativa e abitativa».
Quella di L. è l’esperienza di una persona, accolta e accompagnata dai volontari come dono. La solidarietà territoriale e la prossimità del volontariato di Società di San Vincenzo De Paoli oggi a Milano possono ancora trasformare l’indifferenza metropolitana in un ecosistema di riscatto e autonomia.
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