Il 23 aprile 1833, giorno del ventesimo compleanno di Federico Ozanam, fu posta la prima pietra di un movimento che avrebbe segnato la storia della carità su scala globale. Ozanam, insieme ad altri cinque studenti, fondò la prima Conferenza di Carità per portare aiuto ai poveri. I valori fondanti erano chiari: laicità, semplicità, amicizia e fraternità tra i membri, unite a una carità concreta e operativa, realizzata attraverso visite solidali alle famiglie bisognose.
San Vincenzo De Paoli fu scelto come patrono per il suo esempio di servizio ai poveri, un ideale che aveva incarnato due secoli prima.
Il riconoscimento
Nel 1845, Papa Gregorio XVI riconobbe ufficialmente la Società con un breve apostolico, rafforzando il suo impegno verso la crescita spirituale e l’assistenza concreta. In pochi anni, la San Vincenzo si espanse rapidamente: nel 1841 contava già 83 Conferenze, salite a 390 nel 1848, con una presenza che si estendeva ben oltre la Francia e l’Europa, raggiungendo il Messico, gli Stati Uniti, il Canada, la Turchia e l’Algeria.
Lo sviluppo dell’associazione in Italia e nel mondo
In Italia, la prima Conferenza venne istituita a Roma nel 1842 da francesi residenti in città, seguita nel 1846 dalla fondazione di quella di Genova, grazie all’iniziativa del conte Rocco Bianchi di Lavagna.
Oggi, Società di San Vincenzo De Paoli è attiva in oltre 150 paesi, con 800.000 membri e 1.500 volontari impegnati in decine di migliaia di gruppi locali, le “Conferenze”, che mantengono vivo lo spirito e i valori dei suoi fondatori.